Parliamo di Coop?

In questi giorni sono ancora alle prese con i soliti problemi d’inquinamento che assediano Sorbolo e che l’amministrazione locale pare determinata a non voler assolutamente risolvere.
Com’è noto, il mio rapporto con le istituzioni locali è sempre stato particolarmente difficile, ma ultimamente mi sento anche “preso per i fondelli”, tanto che mi sono deciso a voler interpellare la magistratura per capire se quello che è accaduto e sta avvenendo sia proprio del tutto legale…Nel quadro di questa situazione ho ritenuto giusto portare all’attenzione dei sorbolesi (e non solo), anche le difficoltà che incontro nel far valere i miei diritti e, cosa ancora più grave, nella continua azione di contrasto della mia volontà di partecipazione sociale. Così, parlando della situazione “Parmacementi” con la giornalista Virna Boiardi del giornale locale “L’Informazione”, ho raccontato anche della mia ennesima disavventura sorbolese. Ed è così che proprio ieri è uscito un articolo che parla di una mia posizione relativa alla gestione “locale” della Coop (problema che forse tanto locale non è… e per chi fosse curioso, l’articolo è raggiungibile a questo indirizzo. Si tratta di un pdf e il testo che mi riguarda chiude la pagina).

E, visto che la notizia è ormai di dominio pubblico, credo sia anche necessario pubblicare qui il testo integrale delle mie dimissioni da Consigliere del Distretto sociale di Coop Consumatori Nordest (incarico ricevuto in una regolare assemblea locale dei soci).

Poi vedrò anche di esporre le mie convinzioni a seguito di questa esperienza che, anche se finita “maluccio”, mi ha comunque arricchito. Ecco qui il testo della raccomandata:


Sorbolo, 28 settembre 2006

Alla cortese attenzione del Distretto dei Soci di Sorbolo di Coop Consumatori Nordest:

al Presidente Sig. Cavalieri Mario
ai Consiglieri

e per conoscenza:

al Presidente di Coop Consumatori Nordest
ai Consiglieri di Amministrazione di Coop Consumatori Nordest
ai componenti della Commissione Valori e Regole

loro indirizzi.

Oggetto: richiesta di dimissioni dalla carica di consigliere del Distretto dei Soci di Sorbolo.

Come anticipato verbalmente al Sig. Cavalieri, ho deciso di lasciare l’incarico di consigliere del Distretto di Sorbolo, in quanto mi ritengo impossibilitato ad agire al meglio per rappresentare l’interesse dei soci come richiesto dallo Statuto e dalla Carta dei Valori, per i seguenti motivi:

  1. all’interno del Consiglio di Distretto di Sorbolo sono presenti alcune persone che hanno pregiudizi nei miei confronti per cause locali ed esterne alla cooperativa;
  2. nonostante vari tentativi di comunicare con il resto dell’organizzazione sociale, così da potermi confrontare e fornire il mio apporto (e con il fine di inficiare i comportamenti di cui al punto precedente), non ho ottenuto alcun tipo di assistenza ed ascolto;
  3. in questi mesi ho disperatamente tentato di coinvolgere altri soci consumatori ad interessarsi alle attività della cooperativa (oltre al cercare di portare conoscenti a diventare nuovi soci), senza possibilità di successo a causa della diffusa convinzione che i soci delle Coop Consumatori non hanno alcun peso o valore (ed in questa mia attività non ho avuto alcun supporto a causa dei suddetti comportamenti, ma anche dal sistema di assistenza ai soci, dando così ragione a chi mi ribadiva l’inutilità della mia convinta azione).
  4. negli ultimi giorni sono venuto a conoscenza da persone esterne alla struttura sociale della cooperativa, di seri problemi relativi ai rapporti tra la cooperativa e i dipendenti nel punto vendita del distretto di Sorbolo, portandomi così un’ulteriore dimostrazione dell’isolamento al quale sono stato sottoposto;

Detto questo, ritenendo di essere nell’impossibilità di assolvere agli impegni nei confronti dei soci del distretto che sono stato chiamato a rappresentare, chiedo prendiate atto, a partire da oggi, della mia volontà di dare le dimissioni dalla carica di consigliere del distretto di Sorbolo.

Nel desiderio di chiarire ogni aspetto e per non lasciare dubbio alcuno per i fatti relativi ai punti sopra riportati (anche se sono convinto che questa mia comunicazione avrà la medesima sorte delle precedenti), ho allegato una dettagliata relazione che spero possa portare maggiore chiarezza a chi desiderasse approfondire le mie motivazioni.

In fede

Luca Mori


Relazione esplicativa allegata alle dimissioni da consigliere di distretto di Luca Mori – Sorbolo (PR)

In questa mia relazione desidero esprimere al meglio i motivi che stanno alla base della mia decisione di lasciare l’incarico di consigliere di distretto, e per farlo ho scelto di esporre i fatti nella cronologia degli avvenimenti, così che al lettore attento sia possibile percepire anche il senso di frustrazione ed impotenza cresciuto nel tempo.

Qui a Sorbolo, dove vivo da qualche anno, ho imparato l’importanza della partecipazione sociale e del senso civico che ogni buon cittadino dovrebbe avere, e questo è avvenuto a causa di un grave errore commesso dalla locale amministrazione comunale, che ha consentito l’insediamento di un impianto di produzione di cemento in un terreno confinante con il paese (le prime case sono a pochi metri, e da dove abito dista circa 200mt in linea d’aria).
Questo fatto, sconosciuto alla popolazione sino a quando non si videro i primi lavori di costruzione, allertò tutti quei cittadini (me compreso, e sino ad allora mi ero sempre fatto “i fatti miei”) che per timore di problemi alla propria salute (io ero fuggito dallo smog di città a causa della mia asma cronica) cercarono con ogni mezzo di impedire l’avvio del promesso “mostro” inquinante. Poi purtroppo siamo riusciti solo a limitare un pochino il danno, perchè l’attività è partita ed ora il cittadino non ha più alcun potere per salvaguardare la propria salute (almeno sino alle prossime elezioni).

Ma cosa c’entra tutto questo con la mia partecipazione in Coop? Per rispondere devo fare un’importante premessa:
l’amministrazione comunale attuale (così come al tempo del rilascio della concessione edilizia all’impianto inquinante), consiste in una coalizione di sinistra, in maggioranza Democratici di Sinistra e ultimamente allargata a Rifondazione Comunista, ed io sono stato il principale oppositore all’impianto (da apartitico, ero il coordinatore e portavoce di un comitato spontaneo di cittadini e successivamente del gruppo locale di Cittadinanzattiva con la quale tentammo la strada del ricorso al TAR, ma troppo tardi).

Ebbene si! Ad avere fatto il pasticcio furono proprio i ‘nostri’ cari politici (nostri per chi, come me, preferisce la sinistra), e loro sono quelli con i quali mi sono scontrato mesi e mesi, assieme a centinaia di altri cittadini, per ottenere le migliori garanzie per la salute pubblica e l’ambiente.

Passato il momento in cui era possibile lottare e le ferite della mezza sconfitta iniziavano a rimarginarsi, ho pensato che in fondo l’aver partecipato a qualcosa di utile alla comunità mi aveva in fondo arricchito, così, guardando a qualcosa di meno politicizzato, ho pensato che diventare un socio attivo in una cooperativa nella quale ero associato da anni (oltre ad una precedente esperienza in una cooperativa di lavoratori), poteva essere una buona cosa. E così resi disponibile la mia candidatura, senza però sapere chi avrei poi ritrovato nel consiglio del distretto di Sorbolo…

Ed arriviamo al primo punto.

Alla prima riunione, prima dell’assemblea a Sorbolo, appresi che l’attuale Sindaco del paese era uno dei consiglieri uscenti del distretto, e che almeno un altro esponente di partito (di Sorbolo) si era di nuovo candidato. Questa situazione mi fece già intuire che forse la mia partecipazione avrebbe potuto incontrare qualche difficoltà, però, pensando che in fondo le due cose erano ben slegate (oltre al fatto di come Coop ami ribadire la propria indipendenza dai partiti di qualsiasi colore), l’occasione poteva essere quella di trovare argomenti comuni per interessi comuni anche con chi, in passato, mi ero ritrovato contro (io non sono un politico, anche se ci ho provato, proprio non fa per me).

La prima occasione d’attrito, mio malgrado, la ebbi proprio con il consigliere rieletto (figura localmente rappresentativa di Rifondazione Comunista del quale però purtroppo non ricordo il nome) nel viaggio di ritorno dall’assemblea a Trieste, e avvenne quando stavo esponendo perplessità su un comportamento del Presidente Pedroni, tenuto durante l’assemblea, alla persona che mi sedeva a fianco (perplessità nata dalla mancata risposta all’intervento di un socio sulla necessità di vincoli alla rieleggibilità della presidenza, che Pedroni liquidò come argomento già affrontato nel passato. Cosa che, a mio parere, aveva impedito a tutti i presenti consiglieri neo eletti, di conoscere la situazione all’origine della lamentela).

Mentre spiegavo il mio punto di vista, questo signore di Sorbolo (che sedeva dietro di me), s’intromise contestando con gran veemenza ogni cosa io dicessi con motivazioni futili (tipo: queste discussioni sono tempo perso, è come quando un cliente si lamenta per il mancato sconto e poi scopri che non è neppure socio, ecc), e alla mia conseguente manifesta irritazione per il gratuito intervento, la sua risposta fu di ammettere pubblicamente di essere prevenuto nei miei confronti a causa dei miei trascorsi in paese, con l’evidente inequivocabile intenzione di “mettere sull’avviso” chi ancora non mi conosceva (e dimostrando anche che la scelta del posto a sedere non era stata certo casuale..).

E’ così che la mia prima esperienza di vita sociale con la cooperativa non è stata proprio delle migliori, e il problema che emergeva chiaramente era proprio l’impossibilità di una costruttiva collaborazione e di un utile confronto di idee con la realtà locale.

Senza prendermela tanto pensai che forse avrei potuto rendermi comunque utile nelle cose non esclusivamente pertinenti al distretto, cercando di affrontare argomenti di carattere generale, e decisi di provare ad approfittare del contatto a Reggio Emilia rappresentato da C.T. (nome omesso per motivi di privacy), dalla quale ottenni subito la documentazione sul funzionamento della cooperativa.

E qui arriviamo al secondo punto.

Nella mia vita professionale mi occupo di informatica (e ormai sono più di trent’anni), e ho una discreta esperienza nell’uso dei mezzi di comunicazione offerti da Internet, così, vedendo anche la disponibilità del sito ‘distrettinrete’ ho pensato di approfittarne per potermi confrontare e collaborare a distanza con altri consiglieri di altri distretti (in fondo siamo una sola cooperativa, ho pensato…).

Ricevuto lo statuto (stranamente non disponibile su internet), la carta dei valori ed altra documentazione, mandai una serie di argomenti che mi stavano particolarmente a cuore (come l’aver individuato un errore proprio nello statuto, ma anche l’incomprensibile distinzione nel valore dei punti coop che premia chi più spende e non chi ha più bisogno, o l’altrettanto inspiegabile uso della fidelizzazione con i soci), e per i quali avrei avuto piacere di avere qualcuno con cui parlare (non certo per pretendere modifiche o soluzioni, ma solo per capire se tali temi erano stati già sollevati da qualcuno e se si riteneva fossero importanti).

Nonostante diverse e-mail all’indirizzo della Sig.ra T. (che comunque ha fatto tutto quello che era in suo potere), non ricevetti alcun segnale (mi aspettavo magari una e-mail da qualcuno del commerciale, oppure qualche commento da un componente della Commissione Valori e Regole, ma nulla!).

Considerato poi che il sito utile alle discussioni tra distretti è particolarmente ‘oscuro’ nell’uso (oltre che deserto in modo allarmante), chiesi anche maggiori spiegazioni sul come dovevo procedere per inserire argomenti sul forum… ma anche per questo nessuna risposta!

Ed eccoci al terzo punto.

Non mi persi comunque d’animo, e, dopo aver partecipato anche ad un incontro (inutile per i soci) presso la sede del distretto di Parma dove fu presentato un sito a supporto delle scuole per il consumo consapevole (quindi rivolto in modo specifico ad insegnanti, inspiegabilmente però con accesso protetto da password…), mi decisi a provare una nuova strada sfruttando la mia esperienza professionale. Così misi in rete un sito (Parlando di Coop) dove fosse possibile avviare discussioni a briglia sciolte sul tema della cooperazione di consumatori (badando però a non far sapere chi io fossi per non ‘inciampare’ nei problemi già visti al primo punto). L’impegno che mi ha richiesto è stato parecchio, commentando notizie e riportandone i collegamenti a tutte quelle che si presentano ogni giorno in rete, cercando anche di fare “l’avvocato del diavolo” per stimolare l’intervento e la discussione. Qualcuno ha anche contribuito, ma a causa della scarsa partecipazione, senza eccessivo entusiasmo (un sito senza la giusta pubblicità è una vetrina spenta).

Così, quando mi arrivò l’invito al primo incontro ufficiale del consiglio di distretto di Sorbolo, pensai che forse avrei potuto anche tentare di coinvolgere qualcuno del mio distretto. In quella occasione fu presentato l’argomento dei gruppi tematici, cosa che mi interessava in modo particolare perché l’aderire all’iniziativa presupponeva anche “uscire” dai confini di Sorbolo, e al termine della riunione colsi l’occasione per distribuire alcune pagine che descrivevano lo scopo del mio sito internet, riscontrando un diffuso gradito interesse tra alcuni presenti (ovvero chi non mi conosceva).

Se non ché, all’esclamazione del componente la Commissione Valori e Regole presente alla nostra riunione, che leggendo si meravigliava che il sito fosse gestito da un consigliere della nostra cooperativa (così lo avevo presentato per non fare il mio nome), uno dei vecchi soci (anch’esso particolarmente legato ai partiti locali) con fare sprezzante ha liquidato la cosa riferendogli che “quel” consigliere ero io (esattamente con l’espressione dialettale “l’è lù” indicando nella mia direzione), senza guardarmi in faccia e con un’espressione di sufficienza che era tutta un programma. Perciò, fiutata l’atmosfera che si stava creando, ho preferito salutare ed uscire senza ulteriore indugio (e mi immagino i commenti a seguire, considerato che dopo quella sera dalle statistiche del sito risultava non ci fossero stati incrementi nelle visite e nessun nuovo visitatore).

Ma la cosa più rilevante è avvenuta proprio in questi giorni, e veniamo all’ultimo punto in elenco.

Nella mia personale attività di coinvolgimento dei soci alla partecipazione sociale, ho avuto modo di parlare con molte persone e tra queste anche alcuni dipendenti, compreso un rappresentante sindacale dell’IperCoop di Parma. Questo mi ha spiegato che era in atto un’agitazione del personale contro il “progetto efficienza”, per il quale ci sono diversi problemi contestati, ed il fatto più grave era che ad una riunione tra azienda e sindacati, era presente un rappresentate sindacale anche del punto vendita di Sorbolo…

Non so se di questo “progetto efficienza” i soci ne siano stati messi a conoscenza, ma questa per me è stata la riprova a dimostrazione di come io sono stato tenuto all’oscuro di quanto avviene nella cooperativa, ed in particolare nel punto vendita per il quale sono stato eletto…

Ma se così non fosse e tutti i soci fossero all’oscuro dei problemi della cooperativa, sarebbe evidente che il socio, attivo o meno, non ha realmente alcun peso (come se in un’azienda il proprietario non venisse tenuto al corrente dei problemi della produzione, ovvero una cosa inaudita!).

Per concludere, mi sono ritrovato di fronte al problema di non poter assolvere agli impegni che lo statuto assegna ad ogni consigliere di distretto, e non volendomi un domani ritrovare a rispondere ai soci, che hanno accettato io li rappresentassi, non ho avuto altra scelta se non quella delle dimissioni.

A quelle persone di Sorbolo, legate a determinati partiti, che “gestiscono” in modo “occulto” anche il distretto di Coop Consumatori Nordest e sono responsabili dei comportamenti descritti, mi piacerebbe chiedere perché non si sono opposti alla mia candidatura in assemblea al momento della mia elezione.

Ma forse la risposta sarebbe scontata: visto che con il mio comitato in Sorbolo furono raccolte più di 2000 firme contro la decisione dell’Amministrazione Comunale, e probabilmente, invece di escludermi, avrebbero rischiato di vedermi entrare con un’accoglienza a loro molto sgradita…


Dimenticavo: le dimissioni furono poi accettate dal locale presidente di distretto, con uno scarno “ne prendiamo atto” e senza alcun commento o richiesta di chiarimenti in merito alle pesanti accuse da me sollevate (e questo vale anche per tutto il Consiglio di Amministrazione di Coop Consumatori Nordest, Presidente compreso…)
Potenza della politica?

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