Non è terrorismo!

Nell’aria aleggiano le ormai consuete "considerazioni" da parte dei soliti disinformatori che dicono: « "il Mori" non è una persona seria, è un terrorista e dovrebbe farsi gli affari suoi, ancora una volta dimostra di non avere rispetto per la gente che lavora…»
Ed io, ormai abituato a "prevenire", desidero chiarire subito la mia pubblica denuncia che riguarda la faccenda Parmigiano Reggiano e il cementificio di Sorbolo (denuncia che ho incluso nella mia lettera pubblica a Beppe Grillo). Il caseificio si trova esattamente a 87 metri (in linea d’aria) dal confine del terreno della Parmacementi, e a 250 metri (in linea d’aria) dai principali punti di emissione delle polveri. E per verificare quel che dico è sufficiente guardare queste immagini:

immagine che mostra le effettive distanze dei due impianti
immagine che mostra le effettive distanze dei due impianti
foto scattata in data odierna dove è visibile anche un camion per il trasporto del latte
foto scattata in data odierna dove è visibile anche un camion per il trasporto del latte

Dietro ai due edifici del caseificio, come spesso accade, è presente la porcilaia, in quanto i maiali vengono utilizzati per smaltire il prodotto di scarto della lavorazione del formaggio (e normalmente è tutta roba sana!). Gli stessi maiali appartengo inevitabilmente a quelli che poi vengono selezionati per produrre il Prosciutto di Parma (il più prelibato, fatto con le famose grosse cosce nazionali). Vi garantisco che anche la porcilaia è in piena attività e non passa certo inosservata (spesso arrivano delle folate di olezzo che tolgono il respiro).
Per chi non conosce la vera storia di questa vicenda: durante la fase di screening volontario (poi ritirato unilateralmente da Parmacementi appena prima dell’inevitabile conclusione che lo avrebbe fermato…), prima delle autorizzazioni alla produzione da parte della Provincia di Parma e del Comune di Sorbolo, il Comitato Contro il Cementificio si prese carico di avvisare tramite lettera il Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano, dell’imminente problema di inquinamento, e per farlo si rivolse direttamente alla Latteria Sociale Cooperativa S. Antonio Caseificio (l’impianto di Sorbolo). Ma "stranamente" a quel tempo il Consorzio non prese una posizione chiara!
Adesso c’è da capire come sia possibile che il prodotto che nasce a Sorbolo non venga inquinato dalle polveri che escono dal cementificio (e anche se la AUSL o i NAS hanno almeno indagato).
Perchè l’inquinamento del prodotto non avvenga (vedi qui il metodo di produzione) qualsiasi finestra o accesso alla produzione dovrebbe avere dei filtri capaci di fermare la polvere esterna, così come accade in una sala operatoria (con costi veramente imponenti).
Esistono questi dispositivi in quel caseificio?
E’ vero che magari la polvere che entra potrebbe non essere nociva, ma considerata l’ultima (nota) infrazione della Parmacementi (contestata da ARPA e al vaglio della magistratura) che ha fatto entrare nel proprio stabilimento materiale non conforme alle autorizzazioni, chi ci garantisce che fatti come questo non comportino dei reali rischi per la salute?
E’ vero! Potrei farmi gli affari miei, ma in coscienza mi chiedo: se tutti se ne fregassero di fatti così importanti, che garanzie avrebbe il comune cittadino consumatore di poter acquistare i migliori prodotti alimentari senza magari correre rischi di ammalarsi seriamente?
Ok, i politici e gli amministratori hanno deciso che quell’impianto doveva partire, decidendo che chi abita nelle vicinanze non ha il diritto alla salvaguardia della propria salute… Bene, noi per questo stiamo cercando di difenderci, ma tutti gli ignari consumatori che potrebbero trovarsi nella loro tavola il Parmigiano Reggiano prodotto a Sorbolo (senza una ulteriore certificata garanzia di purezza), non hanno diritto di sapere?
Se il consumatore non si sente tranquillo è giusto possa chiedere garanzie su quel prodotto; e per farlo può innanzitutto verificare la provenienza del formaggio con la tracciabilità (prevista per legge e dove è presente l’indicazione dell’origine), ed eventualmente contattare il produttore per chiedere chiarimenti.
I dati del caseificio di Sorbolo (come risulta dal sito ufficiale del consorzio) sono i seguenti: RAGIONE SOCIALE: LATTERIA SOCIALE S.ANTONIO - MATRICOLA: 2499 - TELEFONO: 0521/69323 - INDIRIZZO: VIA VENEZIA, 43 - LOCALITÀ: SORBOLO - COMUNE: SORBOLO - PROVINCIA: PR

Devi essere loggato per poter commentare.