I Portatori di Interesse di Categoria - Come cambiare la politica in Italia
Non mi ritengo certo un esperto in politica ma semplicemente uno dei tanti italiani stanchi di assistere alla sfacciataggine che le forze politiche manifestano nella loro continua battaglia per il controllo del potere. Per questo ho ritenuto di essere legittimato ad esternare il mio pensiero sulla situazione politica attuale, e sul come, a mio parere, potrebbe essere possibile cambiarla in meglio.
Non so e non pretendo che questa mia proposta sia originale, ma credo possa essere un buon punto di partenza per discutere concretamente su come risolvere i nostri problemi.
Il bipolarismo, con la capacità dei piccoli partiti di tenere in stallo un intero paese, non è la soluzione che serve all’Italia.
Il problema che si deve risolvere in Italia non è ideologico ma di sistema. I politici italiani hanno completamente perso il senso dell’onore, non hanno più decenza perché nelle loro battaglie non combattono più per l’interesse degli italiani, ma solo per interessi privati che restano nell’ombra.
Il conflitto di interessi a destra, al centro e a sinistra è talmente radicato che non lo si può più ignorare, e la cura non può arrivare dagli stessi partiti che ne sono infetti.
Due esempi per tutti:
- il controllo dei DS che in sordina gestiscono le cooperative, giocando sull’informazione ai soci, su statuti e regolamenti che gli consentono di fare nell’ombra quello che vogliono, raccontandoci addirittura che la politica ne è totalmente estranea (e io posso dimostrare che non è vero!) - e lo dimostra il fatto che la sinistra non ha ancora deciso nulla sul conflitto di interessi.
- l’assurda situazione dell’impreditore-politico Berlusconi che controlla televisioni, giornali e pubblicità, compromettendo la pluralità nell’informazione;
Questa situazione di eterno conflitto la si vive soprattutto negli ultimi anni, ed in particolare con gli ultimi due governi (l’attuale compreso). Maggioranze ed opposizioni che pur di ottenere il potere, sono disposte a dimenticarsi che in democrazia ci si può trovare anche d’accordo, in particolare quando una decisione da prendere è per il bene di tutti gli italiani (vedi politica estera!).
Viviamo in un continuo acido conflitto che trasmette ogni giorno egoismo, cattiveria e intolleranza, divide gli italiani su tutto e tutti, perdendo di vista l’unica meta che conta: il benessere comune (perchè è insieme che si vincono le battaglie). Questa situazione ci indebolisce ogni giorno di più nei confronti dei problemi internazionali, rendendoci facile preda delle lobby e dei poteri che arrivano dall’estero.
Soltanto due sistemi nettamente opposti, come la democrazia ed il totalitarismo, non trovano mai punti d’incontro, ed il fatto che in Italia si sia arrivati a questa situazione deve far preoccupare tutti gli italiani.
La mia ricetta a tutto questo è molto semplice: occorre dare il giusto peso nelle decisioni a tutte le categorie che compongono la società, commisurandone l’importanza in ragione della loro consistenza (e non della loro ricchezza).
Questa naturale necessità è già dimostrata dalle tante associazioni operanti in Italia a sostegno di precisi interessi (comitati, associazioni a difesa dei consumatori, ecc).
Sono convinto che se a proporre le leggi e a discuterle ci fossero dei portatori di interesse di categoria, nettamente slegati dai partiti ed in contrapposizione a questi, le cose potrebbero finalmente risolversi.
Mi spiego meglio.
Immaginate un parlamento composto ancora da due camere, e una di queste (ad esempio l’attuale camera dei deputati) composta da portatori di interesse di categoria (pensionati, operai, medici, imprenditori, impiegati, liberi professionisti vari, ingegneri, casalinghe, operatori turistici, commercianti, insegnanti, amministratori pubblici, avvocati, giudici, contadini, pescatori, allevatori, ecc, ecc, ecc) per almeno la metà (se non i due terzi), ed il resto (compreso il senato) ancora composto dalle tradizionali forze politiche.
In questo modo, oltre ad essere ancora rappresentate in modo importante le ideologie, non avremmo più il pericolo di veder prevalere solo certi interessi, perché tutti sarebbero rappresentati, ciascuno in misura direttamente proporzionale al numero di sostenitori esistenti, e tutti avrebbero l’interesse a risolvere i problemi altrui per poter risolvere i propri (la vera democrazia che arriva dal basso).
Certo, perché un sistema così fatto possa funzionare ha bisogno di regole severe, e per darne un esempio (non una soluzione definitiva) provo a riportarne qualcuna:
- una determinata categoria, per essere rappresentata, deve poter contare su un numero minimo di voti (con la premessa che chi da il voto ad una categoria non lo può dare a nessun’altra);
- nel caso di categorie minori (che non raggiungono il quorum) permettere l’aggregazione con altre che presentino caratteristiche simili (no operai con imprenditori – si contadini con pescatori e allevatori);
- per ciascuna categoria viene eletto un certo numero di rappresentati in parlamento, con regole simili a quelle che adesso scelgono gli esponenti di partito;
- al fine di garantire la corretta rappresentatività, ciascun rappresentante eletto deve avere precisi requisiti di garanzia, come: non essere iscritto e non essere stato iscritto o militare in alcun partito da almeno 5 anni; non rappresentare altre categorie; ecc.
- il dibattimento nelle camere deve prevedere meccanismi automatici di risoluzione del governo (ad esempio, se una determinata legge passata alla camera viene rifiutata per più di due volte dal senato, si torna tutti a votare);
- i rappresentati di una determinata categoria che dovessero essere contestati da più del 50% dei propri elettori, vengono sollevati dall’incarico (senza più possibilità di rielezione per almeno una legislatura) e sostituiti con nuove veloci elezioni parziali senza necessità di crisi di governo;
Così come per il parlamento, questa nuova struttura amministrativa dovrebbe essere applicata anche ai consigli delle regioni, delle province e dei comuni, dove le rappresentanze e le aggregazioni potrebbero essere inevitabilmente diverse e con regole meno rigide (per la composizione delle aggregazioni).
Ciascuna categoria dovrebbe quindi dotarsi di una precisa organizzazione locale e nazionale, capace di rispondere alle esigenze del nuovo sistema (con iscritti, segreterie, sistemi di raccolta proposte, segnalazioni di necessità, sondaggi, organizzatori delle elezioni parziali, ecc)
Chiaramente questa mia esposizione è solo un “sasso nello stagno”, e per mettere in pratica una modifica così importante e sostanziale alla nostra Costituzione, si dovrebbe fondare un nuovo movimento politico con l’unico obiettivo del raggiungimento delle nuove regole, senza condizionamenti di ideologie e quindi trasversale a tutti gli attuali schieramenti politici esistenti.
E se a qualcuno piace la mia idea e non vuole restare con le mani in mano, io sono disponibile a fondare il Movimento per i PIC (Portatori di Interesse di Categoria) ![]()





Marzo 31st, 2007 @ 15:00
Questo è il primo commento dal momento della mia iscrizione e spero di poter portare qualche contributo al tema in discussione.
Per prima cosa , se noi Italiani avessimo dei politici e non dei politicanti (che si vendono al miglior offerente nazionale e/o soprattutto estero)ci troveremmo in una assai diversa situazione. Beninteso: l’ Eldorado, non esiste in nessuna parte di questo pianeta. Ma qualora fossimo rappresentati veramente da persone degne della nostra fiducia, non ci troveremmo in cattive, tempestose acque. Basti pensare al ‘trascurabile’ fatto di avere 25 deputati e senatori condannati in via definitiva(!)che ancora occupano poltrone che dovrebbero , che devono, essere riservate a persone un po’ più pulite di loro. E non basta: questi emeriti criminali, hanno la faccia tosta di chiederci sacrifici, di togliere le speranze a coloro che cercano affannosamente la prima occupazione, magari stabile e non precaria , come spesso capita.Ma l’elenco, potrebbe essere più nutrito in quanto, l’ Italia è un concentrato di problemi mai , volutamente, risolti. Se la nostra nazione fosse un malato, a questo punto , l’equipe medica, direbbe fatta la diagnosi, troviamo la cura adatta.
Il fatto è che la cosa , non è affatto semplice perché, ad esempio, invece di politici abbiamo dilettanti di politica , che pensano esclusivamente al lor interesse personale e a quello del loro entourage.
La loro fortuna è di governare ( si fa per dire perché dovrei scrivere sfruttare )un popolo che tale non è e , stando alla presente situazione concernente la presenza di elementi non autoctoni,(extracomunitari), non lo sarà mai. Quindi, non essendo popolo, unito, compatto, è chiaro che i politicanti sfruttano la situazione a loro vantaggio. Quando ci sono milioni di persone che, invece di interessarsi alla vita della loro nazione, si interessano, si arrabbiano perché la loro squadra di calcio non ha vinto o ha subito un ingiustizia da parte dell’arbitro, oppure seguono il Grande Fratello e altre demenzialità del genere, cosa vogliamo sperare? Non vorrei essere disfattista ma questa, è la realtà così come mi appare.
Fino a quando l’ Italiano medio ragionerà sulla base del ‘ Me ne frego di tutti’, la nostra realtà di cittadini italiani presi per i fondelli, non si modificherà in meglio.Una riflessione: ci si è mai chiesti come mai il Potere (incolore)si interessa seriamente a Internet, finanche oscurando siti che portano avanti validi discorsi basati sul futuro di questa povera Italia? Le intercettazioni, sono la prova del nove, che i controlli sono sempre stati fatti ( ed entro certi limiti mi va bene)in totale silenzio, fino a quando non si creava una crepa nell’ apparato di controllo.
Non crediate che il Garante per la Privacy, possa fare più di tanto: i servizi segreti e similari, continueranno a controllare , a infiltrarsi nei nostri computer, alla faccia del nostro diritto alla privacy,parola che ormai, non significa più niente e suona , piuttosto come una provocazione. Inoltre si tenga conto che il Sistema Rappresentativo , spesso, si rivela fallimentare : lo vediamo tutti i giorni. Ci vuole l’ Internetcrazia (ovvero, usare Internet come strumento col quale tutti possono prendere parte collegialmente alle decisioni che ci riguardano).
Non so se questo modo , veramente innovativo (ovviamente da organizzare capillarmente e seriamente)potrà diventare realtà , nel nostro amato Paese. E’ facile capirne il perché: ve l’ immaginate il mondo politico attuale , che si vedrebbe togliere le poltrone, il potere? Credete che rimarrebbero a guardare? Ma varrebbe , vale, la pena di tentare , di prendere questa strada che forse, potrebbe aprire a tutti noi Italiani autoctoni, un nuovo orizzonte dove certe e troppo frequenti squallide situazioni si verificano nel mondo politico-economico.
Termino quì , sperando di aver aperto un nuovo argomento che ci riguarda tutti.
Saluti a quanti frequentano questo interessante sito.
Ireneo