Archeologia

Iniziamo la nuova veste di questo weblog con una bella curiosità…

L’altro giorno, con il mio fido Mac, dopo aver fatto la consueta caccia alle poche e-mail utili eliminando le tante indesiderate che mi arrivano in continuazione (ormai è necessario come andare a gettare la spazzatura), ho controllato, come d’abitudine, le varie notizie e le ultime novità su Internet.
E’ così che mi sono incuriosito alla notizia che Google, il notissimo motore di ricerca della grande rete (www.google.it), stava finalmente inserendo anche l’Italia nel suo nuovo servizio di mappe (ovvero: Google Maps - un bel servizio, anche se ancora in fase di beta test).
Ho iniziato a curiosare tra le belle immagini da satellite presenti, e, inevitabilmente, ho anche cercato di vedere dall’alto dove abito, ma purtroppo manca ancora la mappa (map), le immagini in alta definizione del territorio non sono ancora molte, e si vedono solo alcune aree della provincia di Parma. Tra queste però c’è anche la parte nord ovest del territorio di Sorbolo… ma con una strana, ‘brutta’ e grossa macchia (vedi lo strano ‘occhio’ in alto a sinistra nell’area più scura, ovvero più definita).
Al primo sguardo sembra una di quelle ‘bolle’ che a volte sono presenti nelle foto sviluppate male; e questo mi ha subito lasciato un po’ perplesso. E’ vero che il servizio è ancora in fase sperimentale, ma Google ci ha abituati a prodotti sempre funzionanti ed efficienti (anche se molto ‘essenziali’), per questo, un difetto simile mi è sembrato subito alquanto improbabile.
E’ così che, mosso dalla curiosità, sono andato al massimo ingrandimento possibile scoprendo che quell’enorme macchia non sembra affatto un difetto dell’immagine, ma un evidente segno presente nel terreno quando la foto dal satellite è stata scattata (la data non è nota, e quindi potrebbe essere dell’anno passato oppure di ieri).
Se guardiamo l’immagine attentamente, ci si accorge che la terra (probabilmente arata di fresco) riporta differenti sfumature (magari dovute al trascinamento del terreno, con differenti gradi di umidità, in direzione dell’aratro), e che questo fenomeno si ripete anche nel campo parzialmente arato più in basso a sud est (cosa chiaramente non visibile nei campi con coltivazioni in atto).
Per essere ancora più sicuro, armato di buona volontà e forte delle mie conoscenze di computer grafica, ho cercato di analizzare al meglio l’immagine per vedere se le sfumature fossero state presenti anche nei campi coltivati sottostanti (quelli in verde), e con crescente curiosità ho constatato che del ‘difetto’ lì non c’è traccia (e che quindi non dovrebbe trattarsi di una macchia nell’immagine).

il luogo esatto

Mappa stradale luogo esatto

Forse molti di voi avranno letto o visto di quelle ricerche in archeologia che utilizzano le immagini satellitari per ‘scovare’ nuovi e interessanti siti, e credo che in questo caso ci si trovi di fronte proprio ad una situazione del genere.
Se così fosse siamo di fronte ad un sito veramente imponente!
Ho provato a misurare le dimensioni dell’ellisse che ‘affiora’ dal terreno e le misure sono di tutto rispetto (potrebbero essere circa 200mt per 500mt: per la misura mi sono basato sulla scala che il servizio di Google Maps offre).

E’ così grande che vista a livello del terreno non è certamente possibile comprenderne la forma. Praticamente presenta dimensioni doppie rispetto al Colosseo a Roma o alla piramide di Cheope in Egitto… Notevole, no?

le dimensioni

La dimensione dell'occhio

Adesso mi sono deciso ad indagare il più possibile per scoprire di cosa si tratta. Le ipotesi possono essere diverse: da un vecchio bacino artificiale (di cui non ci sarebbe più memoria..?), ad una struttura nata al tempo in cui la zona era tutta una palude, e quindi con una specie di muro per il contenimento delle acque del Po quando esonda (allora non esistevano gli argini e quindi la zona era inevitabilmente soggetta a periodiche inondazioni). Credo che se tale ’struttura’ fosse stata del medio evo ne avremmo certamente chiare tracce (cosa che al momento non mi risulta), così potremmo ipotizzare qualcosa di molto più antico, ovvero dell’epoca romana o addirittura precedente…

Vi lascio con la curiosità e con la promessa che continuerò con tutti gli aggiornamenti possibili.

Invito tutti voi a partecipare a questa mia ‘ricerca’, non fosse altro che per smentire ogni ipotesi fantasiosa e riportarmi con i piedi per terra. Aspetto quindi commenti, critiche e informazioni da tutti quanti.

A presto,

Luca Mori

N.B. le immagini satellitari sono di proprietà di Google, la cartina è del sito della Provincia di Parma, se riutilizzate occorre riportarne il copyright. Le mie elaborazioni sono tranquillamente riutilizzabili a patto di rispettare la licenza il cui link è a fondo pagina.